La Psicoterapia

Una volta dallo Psicoterapeuta, anzi, dallo Strizzacervelli ci andavano i Matti. Era spesso l’ultimo tentativo possibile che veniva intrapreso dopo aver provato tutto il resto (spesso magia o simili incluse…).  La considerazione rispetto a tale trattamento era alla stregua della considerazione che si può avere per una cosa inutile o addirittura per una truffa.

Nel tempo l’approccio si è (e si sta) evolvendo. Ora in terapia arrivano persone in difficoltà, non persone matte (con tutto il difficile poi di definire cosa è matto e cosa normale…ma di questo mi riserverò di parlarne in un prossimo post). Arrivano commercianti, colleghi medici o terapeuti, insegnanti, professionisti, etc… Insomma arrivano persone assolutamente normali. Normali come me e voi. Normali ma in un periodo difficile.

Vi voglio raccontare il mio lento avvicinamento ed innamoramento con la Psicoterapia.

Io nasco (non è vero, i bambini non nascono così ma molto aperti alle novità. sarebbe stato meglio dire “sono cresciuto”) fondamentalmente scettico su tutto. I messaggi che ho imparato dalla mia famiglia, messaggi molto frequenti nel nostro “ricco nord-est” sono stati del tipo: “non bisogna fidarsi degli estranei”, “gli altri ti vogliono fregare”, “stai attento che c’è sempre qualcosa sotto”.

Mi sono avvicinato alla terapia ovviamente scettico. Non era una cosa misurabile, spiegabile scientificamente, etc.. In fondo ammetto di aver pensato anche io: “se avessimo tutti un amico in più non ci servirebbero certo gli psicologi o i terapeuti”. All’inizio sono stati amici e amiche a farmi incuriosire.. Poi sono venute le prime esperienze personali in gruppi. Poi durante alcuni momenti difficili sono venute le terapie individuali. Infine la curiosità si è trasformata in vero e proprio interesse culminato con la volontà di iscrivermi ad una scuola di psicoterapia. L’esperienza di formazione, sia per i contenuti trattati che per i meravigliosi compagni di viaggio e per le esperienze fatte è stata bellissima.

Ho iniziato a praticare la libera professione e anche in questo passaggio il mio essere scettico si è fatto vivo. Mi sono detto più di qualche volta: “bello tutto questo…ma in fondo funziona veramente o è alla stregua di una cosa bella ma fine a sé stessa?”. Credo che l’essermi posto a lungo questa domanda mi abbia permesso sia di crescere come terapeuta che di potermi sentire molto vicino a quei pazienti che si siedono sulle poltrone dello studio senza troppa fiducia nella possibilità di cambiare.

C’è stato un momento in cui ho proprio sentito (non solo capito, qualcosa di più profondo) che “LA PSICOTERAPIA E’ UTILE” e permette alle persone di cambiare. Ho iniziato a vederlo nei miei pazienti e lo scetticismo ha lasciato spazio alla meraviglia nel vedere le persone fiorire nuovamente.

 

 

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